Quando curo una mostra… passato presente e futuro

Alice Traforti curatore
Alice Traforti curatore on the road alla mostra Lato B | un altro genere di storia, da Spazio Rizzato, con le opere di Joseph Rossi ed Elisabetta Roncoroni – 2017

Il mese scorso ho curato una mostra. Ve ne siete accorti? 

In realtà ho collaborato, molto attivamente e dietro le quinte, per tantissime mostre in galleria, dal lontano 2008 (quasi 10 anni e mi sembra ieri!) fin oltre la nascita di mia figlia. 

Mi sono occupata anche di eventi museali, come per la retrospettiva di Joël Stein
Per non parlare delle fiere d’arte: ogni stand montato equivale a una breve intensissima mostra, molto importante dal punto di vista commerciale. 

Ma questo era il passato

Appartiene alla mia vita precedente: quella di braccio destro in una galleria di quelle serie (so che ve lo state chiedendo: mi riferisco alla mia esperienza da Valmore studio d’arte).

Me lo porto ovunque stretto stretto, ogni giorno, come un bagaglio preziosissimo… solo che qualcuno mi ha fatto notare che si tratta più che altro di un diario segreto! 

Mi spiego meglio. 

Una persona cara, anche se incontrata di recente nei circuiti del contemporaneo, mi ha criticato più o meno così:

Alice, racconta quello che fai e quello che hai fatto senza troppa modestia, perché quello che fai è importante.

Come fanno gli altri a capirlo, se non lo sanno?

 

Allora ci ho riflettuto un po’ ed effettivamente ho realizzato che non mi prendo pubblicamente il merito per il lavoro che svolgo. 

Non l’ho mai fatto, anzi, tendo a far passare tutto in sordina. 

Forse per una questione di carattere, ma credo soprattutto per una questione di rispetto: se il mio lavoro è quello di scavare e mettere in luce la ricerca artistica che ho di fronte, io faccio volentieri un doveroso passo indietro.

Mi sembra la regola! 

Invece, forse, dovrei imparare a tenere un piede sulla soglia in qualche occasione, come un compromesso, perché il mio lavoro è importante e lo faccio bene. 

Me l’hanno sempre detto, ora che ci penso meglio, fin da quel lontano 2008… 

 

Per curare una mostra…

… mi assicuro che tutto fili liscio, dalla A alla Z. 

Ci sono tanti modi per curare una mostra, tanti tipi di mostra da curare (antologiche, retrospettive, tematiche, collettive, site-specific…) e tanti tipi di curatori per diversi obiettivi espositivi. 

Io non ho un dottorato specifico, solo una bella esperienza alle spalle, tarata sulle esigenze del collezionismo e aggiornata su quelle del contemporaneo. 

Io lavoro così.

Studio gli artisti e le opere (proposte o selezionate), creo un concept espositivo e lo traslo in un focus di lettura da proporre al visitatore.

I fattori da tenere in considerazione sono moltissimi e diversi, per esempio…

… Qual è l’opera rappresentativa?

… Com’è lo spazio espositivo?

… Com’è l’esperienza del visitatore?

… Il messaggio è comprensibile per chi incontra l’artista per la prima volta?

… Cosa è necessario comunicare, come e quando?

A volte si inseriscono anche considerazioni prettamente commerciali.

 

Un aspetto da non sottovalutare è la comunicazione: dalle banalissime locandine alle diverse declinazioni grafiche per i social media.

Che senso ha fare una mostra se lo sappiamo solo io, la sede, l’artista e i suoi amici o, peggio, la sua famiglia?

 

Coordino tutto l’aspetto visivo dell’evento, compreso il catalogo e la pubblicità se previsti, e fornisco un supporto operativo anche all’ufficio stampa interno della sede, integrando la diffusione in tutti i miei canali.

Ovviamente, non scordiamo tutti gli apparati necessari come un comunicato stampa completo (anzi più di uno), un testo critico, un approfondimento sulla poetica, biografia e curriculum dell’artista.

E la burocrazia.

Avete letto bene: la burocrazia! Gli accordi scritti (dicesi contratti), i documenti di trasporto, la privacy, l’utilizzo dei materiali forniti, le fatture (nessuno di voi lavora gratuitamente e nemmeno io).

 

Solitamente, un curatore non fa tutto questo.

Ma io dico dipende: dipende dall’artista, dalla sede e dall’obiettivo.

Di sicuro, fare una mostra senza tutto questo è energia sprecata.

Tanto vale appendere i quadri in taverna e raccogliere un po’ di gente che passa in strada per bere un bicchiere in compagnia. Poi ditemi come va!


Ora vi dico anche della mostra che ho curato, è scritto tutto qui: Lato B | un altro genere di storia

Lato B | un altro genere di storia

 

Monitorando la mia pagina facebook Alice Traforti NarrAzioni per l’arte contemporanea, potrete restare aggiornati live sui prossimi eventi e progetti, e anche su tutto quello che scrivo qua e là, tra riviste d’arte e magazine online. 

Tutto ciò che ho già fatto, invece, si trova liberamente consultabile qui nel portfolio.

Fatemi mille altre domande: risponderò a (quasi) tutte.

 

Se vi va, continuate a seguire le mie avventure nei Contemporary diaries : sono sicura che ne leggerete delle belle! 

 


One thought on “Quando curo una mostra… passato presente e futuro

  1. armellin Rispondi

    Alla fine sono io a curare la mia mostra on line 1983/1985, mi sento pure padre e allievo di me stesso, IO E ME seguimi su http://armellin.blogspot.com

E tu cosa ne pensi?