
CALL FOR ARTISTS: caratteristiche e considerazioni per distinguere un’opportunità reale da una vera perdita di tempo.
Sui concorsi per artisti, oggi, la domanda è solo una: quando una call for artists può rappresentare una reale opportunità di crescita, e quando invece si tratta dell’ennesimo specchietto per allodole?
Se vuoi fare l’artista di professione, devi imparare al più presto anche tu a distinguere le occasioni utili alla tua carriera da quelle che si limitano ad aggiungere una riga, spesso dannosa, al tuo curriculum espositivo.
Per risparmiare tempo e risorse preziose, puoi partire da questo elenco di call for artists selezionate da me, in cui trovi anche alcune fonti per un’ulteriore ricerca autonoma di premi, concorsi e residenze d’artista nel territorio nazionale e internazionale.

Concorsi per artisti
e dove trovarli
Call for artists selezionate e alcune fonti per cercare altri concorsi in Italia e nel mondo.
La faccenda resta decisamente complessa e non risolvibile in senso assoluto con un’affermazione semplicistica, che potrebbe essere riassunta in un “se devi pagare, è una fregatura!”.
Ovviamente no, dipende.
Bisogna valutare di volta in volta, facendo tutte le considerazioni del caso e tenendo conto soprattutto della posizione personale di ciascun artista.
Adesso ti scrivo finalmente a cosa devi fare attenzione per scegliere con consapevolezza la call più adatta a te, senza farti abbindolare.
Intercettare una buona CALL FOR ARTISTS,
tra concorsi, premi e residenze per artisti
Per capire a quali concorsi vuoi inviare la tua candidatura non c’è una regola universale, ma una serie di considerazioni da fare ogni singola volta.
Si inizia sempre col valutare le caratteristiche proprie del bando: requisiti di ammissione (età, nazionalità, tecnica…), tematica, giuria, tipologia di premio, località, scadenza, costo…
E poi si passa alle questioni decisive.
1. Il bando deve essere allineato ai tuoi attuali obiettivi di carriera.
Se in questo momento desideri ottenere un riconoscimento istituzionale, forse una residenza in mezzo al nulla non è quello che ti serve adesso.
Se punti alla liquidità, valuta i premi in denaro.
Se cerchi solo visibilità, credo tu possa sbizzarrirti, ma occhio a dove esponi.
Se vuoi testare un nuovo pubblico, prova qualche occasione internazionale o di settori affini.
Se vuoi solo vendere, devi sapere che le mostre dei concorsi non sono eventi commerciali.
2. Chi promuove il bando?
Uno dei fattori decisivi è sicuramente l’ente, la sede, il museo, il curatore, la redazione, la galleria, l’associazione, l’azienda, l’agenzia, la realtà che ha dato vita al bando del premio, del concorso o della residenza che sia.
Di solito, la qualità del bando è direttamente proporzionale alla reputazione di chi lo proclama.
3. Che cosa c’è davvero in palio?
Spesso il premio in denaro è solo la punta dell’iceberg.
In ballo ci sono anche menzioni speciali, mostre personali, partecipazioni alle attività di galleria, testi curatoriali e cataloghi… che potrebbero rappresentare ulteriori opportunità, soprattutto se erogate da realtà di tuo interesse, oppure anche offerte ingannevoli.
Non ti resta che cercare e leggere con attenzione tutto il regolamento, sempre.
4. Costi nascosti e sostenibilità
Se la residenza fighissima che hai visto si trova in Giappone, dura solo 3 settimane e le spese di viaggio sono interamente a tua carico, oppure in Canada per 2 mesi con vitto e alloggio a tuo carico, oppure se devi spedire un’opera di una certa dimensione in Australia per esporla 10 giorni in concomitanza con un evento mainstream, ma fuori dall’evento mainstream… ne vale davvero la pena?
Devi solo chiederti quanto pesa realmente questo investimento per la tua ricerca e per la tua carriera, e che cosa ti può offrire quest’esperienza che non puoi ottenere in altro modo, magari più sostenibile per te.
E devi risponderti con sincerità obiettiva.
5. Da chi è composta la giuria?
Diciamolo senza peli sulla lingua: a volte, partecipare a un concorso può essere semplicemente uno stratagemma per far arrivare il tuo lavoro a una persona specifica che difficilmente raggiungeresti in altro modo. Missione compiuta.
In ogni caso, una giuria formata da professionisti, anche di diversi settori, è solitamente una garanzia.
6. Che cosa paghi veramente con la tassa di iscrizione?
Cercherò di dirlo con delicatezza: pagare un’iscrizione non è il male assoluto, anzi, ma bisogna fare attenzione al contesto.
Per esempio: stai realmente pagando per spese di segreteria, processi di selezione dedicata, gettoni per la giuria (ovvio che ogni giurato percepisce un riconoscimento per il proprio serio lavoro!), oppure stai pagando le spese di allestimento e affitto dello spazio di proprietà per una collettiva non curata?
Quindi si ritorna al punto 2: dopo aver verificato chi promuove il bando e chi altro è coinvolto nell’organizzazione e nella selezione, puoi legittimamente chiederti se stai sostenendo spese di routine del promotore, e in che misura, oppure se stai contribuendo in favore di chi lavora appositamente per questa occasione.
La differenza è sottile, ma sostanziale.
Bene!
Ora dovresti proprio essere in grado di distinguere una call for artist generica di chi vuole guadagnare e pagarsi tutte le spese grazie alla tua iscrizione!
Potrai quindi dedicarti con maggior consapevolezza solo a quelle call che ti permettono realmente di fare qualche passo avanti nella direzione che hai scelto di percorrere.
E se hai ancora qualche dubbio, sono qui per aiutarti.

Posso aiutarti con la tua application!
Mandami un’email a info@alicetraforti.it con il link al bando che ti interessa e quello che ti serve (consulenza, analisi del bando e dei materiali necessari, selezione opere, scrittura presentazione, revisione e adattamento contenuti esistenti…).
Indica chiaramente la deadline richiesta dalla call: più anticipo c’è, meglio si lavora!
#TIPS
Lo scopo di una call for artists non deve essere quello di arricchire l’elenco delle tue mostre collettive, ma quello di metterti davvero in gioco, di sperimentare cose nuove, di darti una possibilità di vincere o perdere, di allargare il tuo territorio di confronto, di ampliare le tue conoscenze, di rafforzare la tua reputazione, di avanzare meritatamente verso la tua meta.
Serve una mano?
Scrivimi quello di cui hai bisogno e ti farò sapere come posso aiutarti.



